Origini e definizione
Lo sviluppo della biochimica molecolare, che studia i processi chimici e biologici che avvengono nella cellula, promosso negli anni sessanta soprattutto grazie al due volte premio Nobel Linus Pauling, ha portato all’elaborazione di un nuovo approccio terapeutico, la medicina ortomolecolare.
Tale emergente forma di cura, che negli Stati Uniti viene insegnata in oltre 100 scuole mediche ed università, praticata da migliaia di medici ed utilizzata da milioni di pazienti, si basa su un concetto estremamente semplice: fornire l’organismo di una nutrizione ottimale per mantenere un perfetto funzionamento di organi ed apparati e quindi prevenire o guarire qualsiasi disfunzione fisica e mentale.
Abram Hoffer, uno dei padri della medicina ortomolecolare, così la definisce: “La base per la salute è una buona nutrizione. In presenza di malnutrizione o inedia è impossibile rispondere efficacemente a qualsiasi trattamento medico.”
Ortomolecolare, il termine coniato da Pauling nel 1968, descrive un metodo che utilizza nutrienti e normali (“ortho”) costituenti del corpo in quantità ottimali come principale trattamento.
Il ruolo delle cellule e la prevenzione delle malattie
Le cellule sono le unità di base della vita del nostro organismo: se funzionano in modo efficiente ne risulta uno stato di vigorosa salute e benessere. Tutto ciò che interferisce e quindi diminuisce tale efficienza costituisce un fattore di danneggiamento (stress) che accelera il deterioramento, favorendo così la morte prematura della cellula. Eliminando questi fattori possiamo prevenire le malattie degenerative che costituiscono il risultato di quest’azione lesiva.
Sappiamo, da innumerevoli studi effettuati su popolazioni le più diverse, che una dieta carente o squilibrata, la mancanza di esercizio fisico, lo stress e l’impatto con elementi inquinanti e tossici presenti nell’ambiente favoriscono malattia, debilitazione, deterioramento ed invecchiamento precoce.
Eliminando quanti più fattori dannosi e fornendo la cellula di tutti quegli elementi nutrizionali che ne favoriscono un eccellente metabolismo, noi poniamo l’organismo in condizione di conseguire in piena funzionalità l’aspettativa di vita che il suo patrimonio genetico gli concede.
Il segreto di una vita lunga e sana
Il segreto per avere una vita lunga, con una vecchiaia caratterizzata da un eccellente grado di salute e funzionalità, sta nel mantenere un livello di salute quanto più elevato possibile in ogni momento della vita precedente. Significa mantenere una condizione di benessere generata dall’ottimale funzionamento di tutti gli apparati del nostro organismo.
Le tre modalità della medicina ortomolecolare
Per raggiungere tale condizione la medicina ortomolecolare utilizza principalmente tre modalità:
- La dieta ortomolecolare, basata sull’acquisizione di precise regole di igiene alimentare e l’eliminazione dei cibi non adatti o dAannosi per l’organismo
- La nutrizione ortomolecolare, basata sull’uso di integratori nutrizionali (micronutrienti o microalimenti) quali vitamine, aminoacidi, minerali, antiossidanti, oligoelementi, erbe e tutti i possibili prodotti naturali che, in dosi adeguate e bilanciate, possono attivare il corretto metabolismo delle cellule.
- Il riconoscimento dei fattori dannosi presenti nella vita di un individuo ed il loro conseguente controllo mediante modificazioni delle abitudini quotidiane.
L’importanza della nutrizione ortomolecolare
La nutrizione ortomolecolare rappresenta il modo più facile e più efficace per raggiungere e mantenere il più alto grado di salute e benessere possibile.
La nutrizione ortomolecolare prevede l’assunzione di prodotti e composti multivitaminici bilanciati, la cui formula viene specificamente studiata per sopperire agli squilibri metabolici del singolo individuo. L’effetto terapeutico, spesso evidente entro pochi giorni dall’inizio del trattamento, viene raggiunto sfruttando sia l’effetto mirato dei singoli micronutrienti, sia l’effetto sinergico, ovvero il potenziamento risultante dalla loro combinazione.
Va sottolineata la particolare importanza di tale effetto, in quanto nella maggior parte dei casi la somministrazione a dosi anche molto elevate di una singola vitamina o minerale non otterrebbe alcun risultato significativo, poiché è necessaria la presenza di altri micronutrienti, vitamine o minerali, per consentirne il completo assorbimento ed utilizzo da parte della cellula. Di qui la necessità di complessi “bilanciati”, ovvero specificamente studiati nelle rispettive concentrazioni per ottenere la massima efficacia.
L’integrazione con la medicina ufficiale
Occorre dire che l’assunzione di integratori nutrizionali non è certo cosa nuova. Ciò che è nuovo è che la scienza medica ufficiale, attraverso la ricerca e la sperimentazione, sta cominciando a legittimare le prescrizioni non farmacologiche utilizzate già da molto tempo dai medici più progressisti.
Le ormai molte migliaia di ricerche condotte da scienziati delle più eminenti istituzioni e pubblicate sulle più prestigiose riviste internazionali stabiliscono definitivamente che vitamine, minerali, aminoacidi, e tutte le altre fonti naturali di nutrimento, possono in maniera sicura ed efficace rimpiazzare molti dei farmaci e delle procedure invasive proprie della medicina convenzionale.
È necessario però precisare che la medicina ortomolecolare non può e non vuole sostituirsi alla medicina ufficiale, ma ne vuole essere efficace complemento ed integrazione laddove la medicina convenzionale non è in grado di proporre interventi che non si limitino alla semplice eliminazione del sintomo, ma siano mirati al conseguimento di un elevato e duraturo stato di benessere.
I medici ortomolecolari utilizzano tutti i moderni trattamenti, compresi farmaci, chirurgia e metodiche fisiche e psicologiche, quando questi siano appropriati. Per esempio, quando siano necessari antidepressivi o ansiolitici, vengono utilizzati in combinazione con micronutrienti ed appropriata alimentazione.
I farmaci sono utilizzati per ottenere un rapido controllo su sintomi indesiderati o debilitanti e vengono lentamente abbandonati quando il soggetto comincia a rispondere al trattamento ortomolecolare.